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Potenza sonora

In ingegneria acustica, il livello di potenza sonora (LW) è la metrica fondamentale utilizzata per descrivere l’energia acustica totale irradiata da una sorgente per unità di tempo. A differenza del livello di pressione sonora (Lp), che è un valore scalare che fluttua in base alla distanza di misurazione, alla direttività e all’ambiente acustico circostante (riflessioni/assorbimento), il livello di potenza sonora è una proprietà intrinseca della macchina. È quindi un parametro essenziale per la certificazione internazionale delle emissioni acustiche, per la conformità alle normative e per il confronto oggettivo di diversi dispositivi.

contenuti

Cosa si intende per potenza sonora e livello di potenza sonora?

La potenza sonora (W) è definita come l’energia acustica totale irradiata da una sorgente per unità di tempo, misurata in Watt. Mentre la potenza sonora rappresenta l’energia assoluta emessa, lo standard industriale per riportare questo valore è il livello di potenza sonora (LW), espresso in decibel (dB) rispetto a un livello di riferimento di
Watt (1 pW). A differenza della pressione sonora, che fluttua in base alla distanza, all’orientamento e all’acustica della stanza, la potenza sonora è una proprietà intrinseca della sorgente sonora. Questa indipendenza la rende il parametro definitivo per l’etichettatura delle emissioni acustiche, la certificazione internazionale e il confronto oggettivo delle prestazioni delle macchine in ambienti diversi.

La determinazione del livello di potenza sonora è tecnicamente più impegnativa della misurazione della pressione sonora, poiché richiede la caratterizzazione della radiazione della sorgente su una superficie di misura completa e chiusa. Secondo gli standard internazionali come ISO 3744 e ISO 9614, il livello di potenza sonora serve come “causa acustica”, mentre il livello di pressione sonora (Lp) risultante in un punto specifico è l'”effetto”. Stabilendo il LW, gli ingegneri possono prevedere con precisione il livello di pressione sonora a qualsiasi distanza o in qualsiasi ambiente acustico, fornendo i dati acustici necessari per la modellazione del rumore ambientale e la conformità alle normative.

Perché misurare la potenza sonora?

Poiché la potenza sonora è una caratteristica intrinseca di una sorgente sonora, indipendente dalla distanza di misurazione o dall’acustica della stanza, è il parametro acustico definitivo per un determinato macchinario. Questi dati sono alla base della marcatura CE e della certificazione internazionale delle apparecchiature industriali e di consumo, facilitando il confronto oggettivo tra i diversi modelli. Ai sensi della Direttiva UE sul rumore esterno (2000/14/CE) e di vari standard della serie ISO 3740, i livelli di potenza sonora sono utilizzati per verificare che le apparecchiature soddisfino i limiti di rumore previsti dalla legge prima di essere immesse sul mercato.

La misurazione del livello di potenza sonora (LW) è essenziale anche per valutare l’efficacia reale delle strategie di mitigazione del rumore. Confrontando il LW prima e dopo le modifiche – come l’installazione di involucri acustici o la riprogettazione dei componenti interni – gli ingegneri possono quantificare la riduzione assoluta delle emissioni acustiche alla sorgente. Inoltre, la conoscenza del livello di potenza sonora consente di effettuare valutazioni accurate della sicurezza sul lavoro e di creare mappe di rumore predittive, garantendo che l’integrazione di nuovi macchinari in un impianto di produzione non superi i livelli di rumore consentiti per i lavoratori.

Regolamenti ISO

Lo standard ISO 3740:2019 è la principale guida internazionale per la determinazione dei livelli di potenza sonora delle sorgenti di rumore, fornendo un quadro sistematico per la selezione degli standard di base più appropriati. Unificando le metodologie di misurazione nei vari Paesi che aderiscono agli standard ISO e CEN (europei), questa serie garantisce un mercato globale trasparente e permette di confrontare in modo obiettivo i macchinari di diversi produttori. Questi protocolli sono essenziali per la conformità alle normative, come la marcatura CE e la Direttiva Macchine dell’Unione Europea, garantendo che i dati sulle emissioni acustiche siano affidabili e coerenti indipendentemente dal luogo di prova.

La serie completa, che va dalla ISO 3741 alla ISO 3747, definisce vari metodi di misurazione acustica adatti a specifici ambienti acustici e tipi di macchine. Ad esempio, le norme ISO 3741 e ISO 3745 specificano metodi di laboratorio di alta precisione in camere riverberanti o camere anecoiche (classe di precisione 1), mentre le norme ISO 3744 e ISO 3746 forniscono metodi tecnici e di controllo per spazi semi-anecoici o esterni (classi di controllo 2 e 3). Questo approccio graduale consente agli ingegneri di tenere conto del rumore di fondo e delle riflessioni ambientali, garantendo che il livello di potenza sonora finale (LW) sia calcolato con un grado di incertezza noto.

Quali metodi utilizziamo per misurare la potenza sonora dei dispositivi?

In ingegneria acustica, il livello di potenza sonora (LW) di un dispositivo viene determinato utilizzando una delle due principali metodologie internazionali: il metodo della pressione sonora o il metodo dell’intensità sonora. La scelta dipende dall’ambiente acustico, dal grado di precisione richiesto (precisione, ingegneria o rilevamento) e dalla portabilità fisica dell’apparecchiatura da testare.
Il metodo della pressione sonora, disciplinato dalle serie ISO 3741 – ISO 3747, calcola la potenza sonora misurando i livelli di pressione sonora (Lp) su una superficie definita in ambienti controllati, come camere anecoiche o camere riverberanti. Il metodo dell’intensità sonora, definito dalle norme ISO 9614-1 (punti discreti) e ISO 9614-2 (scansione), misura invece il flusso di energia direzionale (W/m2). Il metodo dell’intensità è particolarmente utilizzato per le misurazioni in situ sui pavimenti delle fabbriche, perché può isolare il rumore della macchina da alti livelli di rumore di fondo costante che altrimenti invaliderebbero le misurazioni basate sulla pressione.

Metodi di misurazione disponibili

È essenziale distinguere tra il metodo della pressione sonora (ISO 3741-3747) e il metodo dell’intensità sonora (ISO 9614-1/2). Mentre i metodi di pressione standard richiedono generalmente strumentazione di Classe 1 (Tipo 1) per ottenere risultati di alta precisione, gli standard basati sull’intensità (IEC 61043) richiedono anch’essi strumentazione di alto livello, ma consentono una maggiore flessibilità in ambienti in cui il rumore di fondo è elevato.

Metodi della pressione sonora (ISO 3741-3747)

Questi standard determinano la potenza sonora misurando la pressione sonora su una superficie definita; l’ambiente e il tipo di rumore richiesti variano a seconda dello standard specifico:

  • ISO 3741 (Classe di precisione 1): Condotto in una camera riverberante. Richiede che la sorgente di rumore abbia uno spettro stazionario (stabile nel tempo).
  • ISO 3743-1/2 (Classe tecnica 2): Condotto in camere di prova a pareti rigide o in camere riverberanti specializzate. Adatto alla maggior parte dei tipi di rumore, ma in genere esclude il rumore impulsivo di alta intensità.
  • ISO 3744 (classe tecnica 2): Condotto in uno spazio semi-anecoico (campo libero su un piano di Riflessione). È lo standard più comune per i macchinari industriali e consente tipi di rumore arbitrari.
  • ISO 3745 (Classe di precisione 1): Condotto in una camera anecoica o emi-anecoica completa. È il metodo di laboratorio più accurato ed è adatto a qualsiasi tipo di rumore.
  • ISO 3746 (Classe di controllo 3): Un metodo indicativo che consente di utilizzare ambienti meno controllati, come un normale pavimento di fabbrica, per qualsiasi tipo di rumore.
  • ISO 3747 (ingegneria/indagine): Progettato per misurazioni in situ in cui l’ambiente imita un campo riverberante; richiede uno spettro noto specifico per la sorgente.

Metodi dell’intensità sonora (ISO 9614-1/2)

Questi metodi utilizzano il flusso di energia direzionale per isolare la sorgente dallo sfondo, rendendoli ideali per condizioni di campo complesse:

  • ISO 9614-1 (Point-to-Point): Può raggiungere gradi di precisione, ingegneria o rilievo. Richiede la misurazione in corrispondenza di nodi discreti della griglia ed è limitato al rumore stazionario con uno spettro stabile.
  • ISO 9614-2 (Metodo di scansione): Tipicamente un grado ingegneristico o di rilievo. Comporta la scansione della sonda sulla superficie di misura. Come la Parte 1, è molto efficace nel respingere il rumore di fondo esterno, ma richiede che la sorgente sia stabile durante la scansione.

Scelta del metodo di misurazione

Per scegliere il metodo ottimale di determinazione della potenza sonora, gli ingegneri acustici seguono il quadro fornito dalla norma ISO 3740:2019, che delinea otto criteri critici per la scelta tra gli standard basati sulla pressione e quelli basati sull’intensità sonora. L’obiettivo principale è quello di bilanciare la classe di precisione (Precision, Engineering o Survey) con le limitazioni pratiche del sito di prova e le caratteristiche fisiche della macchina.

Secondo la norma ISO 3740, il processo di selezione è regolato dai seguenti fattori:

  1. Grado di precisione richiesto: Determinare se il progetto richiede risultati di classe 1 (precisione), classe 2 (ingegneria) o classe di controllo 3.
  2. Dimensioni e portabilità della macchina: I dispositivi piccoli e portatili possono essere spostati in camere anecoiche o di riverberazione, mentre le apparecchiature industriali di grandi dimensioni devono essere misurate in loco.
  3. Ambiente di prova disponibile: Valutare se il sito offre un campo libero su un piano riflettente (emi-anecoico) o un campo riverberante.
  4. Livelli di rumore di fondo: Livelli elevati di rumore ambientale spesso richiedono il metodo dell’intensità sonora (ISO 9614), poiché i metodi basati sulla pressione richiedono un rapporto segnale-rumore significativo.
  5. Carattere della sorgente di rumore: Analizzare lo spettro di frequenza, la larghezza di banda e se il rumore è continuo, impulsivo o tonale.
  6. Strumentazione disponibile: Assicurarsi che il laboratorio disponga dei necessari fonometri di Classe 1 o di sonde di intensità ad accoppiamento di fase.
  7. Livello di potenza sonora (LW) richiesto: Identificare se è necessario un valore ponderato A a numero singolo o un’analisi in frequenza completa.
  8. Diretività e modelli di radiazione: Determinare se il progetto richiede informazioni su come il suono si irradia in direzioni specifiche.

Per semplificare il processo decisionale, l’allegato D della norma ISO 3740 fornisce un diagramma di flusso standardizzato per la selezione. Questo albero logico guida l’utente verso la norma ISO più appropriata in base alle risposte a questi otto fattori, garantendo che i dati finali siano tecnicamente validi e conformi ai requisiti internazionali della marcatura CE o della Direttiva Macchine.

Selezione di un ambiente di test

La scelta di un ambiente di prova è un requisito tecnico critico ai sensi della norma ISO 3740, in quanto lo spazio fisico determina direttamente il grado di accuratezza ottenibile (precisione, ingegneria o rilievo). Gli standard internazionali classificano questi ambienti in base alla loro capacità di controllare le riflessioni sonore e il rumore di fondo, garantendo che il livello di potenza sonora (LW) risultante sia riproducibile e conforme agli standard di certificazione globali.

La classificazione di questi ambienti è strettamente definita dalla metodologia di misura prevista:

  • Classe di precisione 1 (ambienti di laboratorio): Standard come ISO 3741 (camere riverberanti) e ISO 3745 (camere anecoiche/emioanecoiche) forniscono il massimo grado di precisione. In una camera riverberante, il volume del provino non deve superare il 2% del volume della stanza per mantenere un campo diffuso. Tuttavia, queste camere non sono adatte per il rumore impulsivo, poiché i lunghi tempi di riverberazione offuscano i livelli di pressione di picco.
  • Classe tecnica 2 (ambienti industriali controllati): Questi metodi, come l’ISO 3744, sono tipicamente eseguiti in uno spazio semi-anecoico (un campo libero su un piano riflettente) o in “speciali camere riverberanti” definite dall’ISO 3743-2. Questi ambienti consentono di effettuare misure accurate della maggior parte dei rumori impulsivi, poiché i lunghi tempi di riverberazione offuscano i livelli di pressione di picco. Questi ambienti consentono misure accurate della maggior parte dei tipi di macchinari in condizioni stabili, ma sono più sensibili al rumore di fondo, che aumenta l’incertezza di misura.
  • Classe di controllo 3 (ambienti in situ/di campo): In base alle norme ISO 3746 o ISO 3747, le misurazioni vengono effettuate in ambienti non ideali, come i piani di produzione standard o le aree esterne. Questi “metodi indicativi” sono utilizzati per valutazioni rapide in cui l’ambiente non può essere controllato rigorosamente, offrendo la massima tolleranza per il rumore di fondo ma il massimo grado di incertezza statistica.
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Processo di misurazione

Per determinare il livello di potenza sonora (LW), il processo di misurazione deve attenersi rigorosamente ai protocolli standardizzati definiti nella serie ISO 3740. L’affidabilità dei dati ottenuti dipende dal controllo rigoroso delle condizioni operative, delle interferenze ambientali e della precisione della strumentazione.

1. Funzionamento della sorgente e ripetibilità

In conformità alla norma ISO 3744 e alla Direttiva Macchine dell’UE, la sorgente di rumore deve essere testata in condizioni ripetibili e rappresentative, in genere concentrandosi sul “caso peggiore” o sulla modalità operativa più rumorosa riscontrata nell’uso tipico. Per molte macchine industriali, ciò richiede uno stato termico stabilizzato e un profilo di carico specifico. La coerenza di questi parametri è essenziale affinché i dati siano validi per la marcatura CE, l’etichettatura del prodotto o il benchmarking comparativo tra diversi produttori.

2. Integrità ambientale e dell’apparecchiatura

La metodologia di misura deve tenere conto di due fattori esterni critici: il rumore di fondo (correzione K1) e la correzione ambientale (correzione K2).

  • Rumore di fondo: Il rapporto segnale-rumore deve essere monitorato per garantire che l’ambiente circostante non gonfi artificialmente il livello di potenza della sorgente.
  • Riflessioni: A seconda che il test avvenga in un campo emi-anecoico (ISO 3744) o in un campo riverberante (ISO 3741), l’influenza delle superfici circostanti deve essere corretta matematicamente.
  • Calibrazione: Tutta la strumentazione, compresi i fonometri integratori di mediazione di Classe 1 (Tipo 1) e i calibratori acustici, deve mantenere certificati di calibrazione tracciabili (in genere aggiornati ogni 12-24 mesi) e deve essere sottoposta a verifica sul campo prima e dopo ogni sessione.

3. Campionamento spaziale e metodologia

Il numero e la posizione dei punti di misura sono determinati dallo standard ISO scelto e dalle dimensioni della superficie di misura (l'”involucro”) che circonda la macchina. Per il metodo della pressione sonora, i punti sono solitamente distribuiti su una superficie emisferica o parallelepipeda. Per il metodo dell’intensità sonora (ISO 9614), si utilizza una griglia di scansione o punto a punto. Questo approccio completo garantisce la cattura dell’energia acustica totale irradiata in tutte le direzioni, fornendo un unico valore oggettivo che definisce la “causa acustica” della macchina, indipendentemente dal luogo di prova.

Metodo della pressione

Il metodo della pressione sonora, disciplinato dalla serie ISO 3740 (in particolare ISO 3744 e ISO 3745), è l’approccio più utilizzato per determinare i livelli di potenza sonora (LW) grazie alle sue procedure standardizzate e all’elevata ripetibilità. La metodologia richiede la definizione di una superficie di misura virtuale – tipicamente un emisfero o un parallelepipedo (cuboide) – che racchiuda completamente la Sorgente sonora. Si stabilisce quindi una griglia di punti di misurazione discreti su questa superficie per catturare il livello medio di pressione sonora (Lp), che viene matematicamente integrato sulla superficie totale per calcolare l’energia acustica assoluta della sorgente.

Sebbene tecnicamente più semplice dei metodi basati sull’intensità sonora, l’accuratezza del metodo della pressione sonora dipende fortemente dall’ambiente acustico. È più efficace in ambienti controllati come camere anecoiche o emi-anecoiche, che forniscono le condizioni di campo libero necessarie per evitare errori di misura causati dalle riflessioni sonore. Per garantire la difendibilità dei dati internazionali, i tecnici devono applicare specifiche correzioni ambientali (K2) per tenere conto di eventuali riflessioni residue e correzioni del rumore di fondo (K1) per garantire che il rumore di fondo strumentale non gonfi artificialmente il livello di potenza riportato dalla sorgente.

Metodo dell'intensità

Il metodo dell’intensità sonora, disciplinato dalle norme ISO 9614-1 e ISO 9614-2, è la tecnica principale per determinare i livelli di potenza sonora (LW) in ambienti complessi e reali. Questo metodo utilizza sonde d’intensità specializzate, costituite da una coppia di microfoni con corrispondenza di fase, per misurare sia la pressione sonora sia la velocità delle particelle dell’aria. Calcolando lo spettro incrociato di questi due segnali, la sonda determina il vettore dell’intensità sonora, che rappresenta il flusso direzionale dell’energia acustica (W/m2). Questo approccio vettoriale permette agli ingegneri di isolare l’energia irradiata specificamente dalla sorgente bersaglio, rifiutando matematicamente il rumore esterno, a condizione che queste sorgenti siano al di fuori del volume di misura definito.

Il vantaggio principale del metodo dell’intensità è l’elevata resistenza al rumore di fondo e al riverbero, che lo rende lo standard per le misure in situ su pavimenti di produzione attivi, dove è impossibile trasportare i macchinari in una camera anecoica. Tuttavia, il processo è tecnicamente impegnativo e richiede una strumentazione di Classe 1 (Tipo 1) conforme agli standard IEC 61672-1 e IEC 61043. L’apparecchiatura è significativamente più complessa dei misuratori di pressione standard e richiede una rigorosa calibrazione di fase e un processo di calibrazione che richiede molto tempo – attraverso una griglia discreta punto per punto o un movimento di scansione continuo – per garantire che l’indice di intensità di pressione (FpI) rimanga entro i limiti richiesti per una valutazione valida.

Valutazione della riduzione del rumore di una macchina in base al suo livello di potenza sonora

Le misure del livello di potenza sonora (LW) sono la metrica tecnica principale per quantificare l’efficacia assoluta delle strategie di mitigazione del rumore. Determinando il LW prima e dopo un intervento – mantenendo identiche le modalità operative della sorgente e le condizioni ambientali – gli ingegneri possono calcolare l’esatta perdita di inserzione del trattamento. Per valutazioni ad alta fedeltà, l’Analisi in banda d’ottava o di terzo d’ottava è essenziale, poiché la maggior parte dei metodi di riduzione, come le coperture acustiche o i silenziatori, mostrano prestazioni dipendenti dalla frequenza. Per garantire che i risultati siano statisticamente significativi, la riduzione misurata deve superare l’incertezza di misura associata al metodo della serie ISO 3740 prescelto; pertanto, la scelta di un metodo di classe 1 (precisione) o classe 2 (tecnica) è fondamentale per identificare miglioramenti sottili ma importanti nella resa acustica della macchina.

Valutazione del rumore sul posto di lavoro in base ai livelli di potenza sonora delle macchine

Il livello di potenza sonora dei macchinari è l’input fondamentale per la mappatura predittiva del rumore e la valutazione della sicurezza sul lavoro. Utilizzando
dati insieme a modelli di propagazione standardizzati, come l’ISO 9613-2, gli ingegneri possono stimare con precisione i livelli di pressione sonora (Lp) risultanti in luoghi specifici per i lavoratori. Queste simulazioni consentono di identificare i “punti caldi” dal punto di vista acustico e di classificare le sorgenti di rumore in base al loro contributo alla Media ponderata nel tempo (TWA) totale di 8 ore, assicurando che l’impianto sia conforme ai limiti di esposizione internazionali stabiliti dall’OSHA, dall’HSE o dalla Direttiva UE 2003/10/CE.

Inoltre, questi modelli predittivi consentono alla direzione di ottimizzare il layout del luogo di lavoro e i controlli amministrativi prima ancora di installare le apparecchiature. Simulando diversi scenari operativi, i responsabili della sicurezza possono determinare le strategie di riduzione del rumore più efficaci, come la suddivisione acustica o la programmazione specializzata, per ridurre al minimo il numero di dipendenti all’interno di zone ad alto livello di decibel (dB). Questo approccio basato sui dati è essenziale per progettare un “programma di conservazione dell’udito” che dia priorità alle soluzioni ingegneristiche rispetto a misure secondarie come i dispositivi di protezione individuale (DPI).

ISO-3746

La norma ISO 3746 (e la sua adozione nazionale, PN-EN ISO 3746) fornisce i requisiti internazionali per il metodo di controllo (classe di controllo 3) per determinare il livello di potenza sonora di una sorgente di rumore. Questa metodologia utilizza misure di pressione sonora effettuate su una superficie di misura avvolgente – tipicamente un emisfero o un parallelepipedo – posizionata su un piano riflettente. Essendo la meno rigorosa della serie ISO 3740, è progettata per valutazioni in situ in ambienti in cui il rumore di fondo (strumentale) o i riflessi della stanza non possono essere rigorosamente controllati, come ad esempio i piani di produzione attivi o i siti all’aperto. Pur consentendo un’impostazione di misura semplificata, comporta un grado di incertezza di misura più elevato rispetto ai metodi tecnici (Classe 2) o di precisione (Classe 1) di laboratorio.

Come metodo di Classe di controllo 3 (Survey), l’ISO 3746 offre il quadro più flessibile della serie ISO 3740 per la determinazione dei livelli di potenza sonora. È stato progettato specificamente per le valutazioni in situ, quando non sono disponibili ambienti specializzati come le camere anecoiche; le misure possono essere condotte all’interno o all’esterno, a condizione che la sorgente sia situata su o vicino ad almeno un piano di Riflessione. Sebbene lo standard consenta la valutazione di quasi tutti i tipi di rumore, compresi quelli costanti, fluttuanti o impulsivi, impone l’uso di strumentazione di Classe 1 (Tipo 1) per garantire l’integrità dei dati.

I vincoli tecnici principali si limitano alle correzioni del rumore di fondo (K1) e dell’ambiente (K2), che devono rimanere entro soglie definite per garantire che il livello di potenza sonora (LW) risultante rimanga una rappresentazione valida, anche se approssimativa, delle emissioni della sorgente.

La correzione ambientale K2

La correzione ambientale (K2) è un fattore tecnico applicato al livello medio di pressione sonora per tenere conto dell’influenza delle riflessioni sonore e dell’assorbimento dell’ambiente. Secondo la norma ISO 3746 (e PN-EN ISO 3746), questa correzione viene calcolata con la formula

K2A= 10 LG[1+4 S/A]dB

dove S rappresenta l’area della superficie di misura e l’area equivalente di assorbimento acustico della stanza di prova. Per garantire la validità di una misurazione Survey Grade (Classe di controllo 3), il valore K2A non deve superare i 7 dB; se questa soglia viene superata, l’ambiente acustico è considerato troppo riverberante per fornire un livello di potenza sonora affidabile ai sensi di questa norma.

La correzione del rumore di fondo K1

La correzione del rumore di fondo (K1) è una regolazione tecnica applicata al livello di pressione sonora misurato per isolare le emissioni della sorgente dal rumore ambientale. Secondo la norma ISO 3746 (e PN-EN ISO 3746), questa correzione è determinata calcolando la differenza tra il livello di pressione sonora con la sorgente in funzione e il livello di fondo con la sorgente disattivata. Se la differenza è superiore a 10 dB, l’influenza del fondo è considerata trascurabile e la correzione è di 0 dB.
correzione è pari a 0 dB. Per differenze comprese tra 3 dB e 10 dB, la correzione viene calcolata utilizzando la formula logaritmica

K1A=-10lg(1-10^(-0.1△L_PA)) dB

Se la differenza è inferiore a 3 dB, il rapporto segnale-rumore è troppo basso per una valutazione standard; la correzione è limitata a 3 dB e deve essere esplicitamente documentata nella relazione come “limite superiore” della reale potenza sonora della sorgente.

La procedura di misurazione

Per determinare il livello di potenza sonora in conformità alla norma ISO 3746, è necessario misurare i livelli di pressione sonora mediati dall’energia su una superficie di misura virtuale (S) che racchiude completamente la sorgente. Le dimensioni di questa superficie sono derivate da un box di riferimento – il parallelepipedo rettangolare più piccolo possibile che contiene la sorgente di rumore – trascurando gli elementi sporgenti minori che non contribuiscono in modo significativo all’emissione acustica. A seconda dell’installazione e dei piani di riflessione presenti, la superficie di misura è tipicamente definita come un emisfero o un parallelepipedo (cuboide).

Il calcolo finale inizia con la determinazione del livello di pressione sonora superficiale (LpA), che è il valore mediato nel tempo corretto dai fattori di rumore di fondo (K1) e ambientale (K2). Il livello di potenza sonora viene quindi calcolato utilizzando la formula standard internazionale:

LW=LpA + 10log(S/S0)

dove
S è l’area totale della superficie di misura e
è l’area di riferimento di 1m2. Per garantire la validità tecnica per un pubblico internazionale, il rapporto finale deve includere una stima dell’incertezza (U), con indicazioni specifiche fornite nell’Allegato D della norma per tenere conto delle variazioni del campo acustico e della geometria di misurazione.

Come impostare i punti di misura per la misurazione?

I microfoni di misura devono essere orientati perpendicolarmente (normali) alla superficie di misura virtuale per catturare accuratamente la pressione sonora irradiata. Secondo la norma ISO 3746 (e PN-EN ISO 3746), le coordinate specifiche della griglia per questi microfoni sono determinate dalla geometria della superficie emisferica o parallelepipeda (cuboide) scelta. I protocolli tecnici riportati nell’Allegato C distinguono ulteriormente questi array di microfoni in base alla vicinanza della sorgente a piani riflettenti, come un pavimento, una parete o un angolo, assicurando che il campionamento spaziale tenga conto delle riflessioni acustiche di due o tre superfici adiacenti. Questo posizionamento standardizzato è fondamentale per calcolare un livello di pressione sonora mediato dall’energia statisticamente valido sull’intero inviluppo di misura.

Per quale frequenza si determina il livello di potenza?

Secondo la norma ISO 3746 (e PN-EN ISO 3746), la gamma di frequenza standard per la valutazione dei livelli di potenza sonora copre le bande d’ottava con frequenze centrali da 125 Hz a 8.000 Hz. Sebbene il valore principale riportato sia in genere il livello di potenza sonora ponderato A (LWA), le valutazioni tecniche complete richiedono analisi in frequenza per caratterizzare accuratamente la sorgente sonora.

Se le misurazioni sono condotte in bande d’ottava, la correzione del rumore di fondo (K1) e la correzione ambientale (K2) devono essere calcolate e applicate individualmente per ogni banda, poiché il rumore ambientale e l’Assorbimento dell’ambiente variano significativamente con la Frequenza. Questo approccio specifico per la frequenza garantisce che il totale ponderato A finale sia matematicamente fondato e rifletta le reali caratteristiche spettrali dell’apparecchiatura.

Limiti del metodo di misurazione

Il metodo di misurazione del livello di potenza sonora definito nella norma ISO 3746 è classificato come metodo di controllo (classe di precisione 3) e offre una maggiore flessibilità ma una minore precisione rispetto ai metodi di laboratorio “di precisione” o “tecnici”. Nonostante l’incertezza di misura più elevata, questo standard è ampiamente adottato in ambito industriale grazie alla sua implementazione semplificata e alla sua capacità di caratterizzare le apparecchiature in situ in condizioni operative reali. Poiché si basa su tecniche di misurazione del livello di pressione sonora (Lp) ben consolidate e note agli esperti del settore, è uno strumento pratico per la valutazione rapida e lo screening normativo di macchinari in cui non sono disponibili camere di prova acustiche specializzate.

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